giovedì, agosto 24, 2006

I bambini saranno nostri giudici

Ci sono paesi poverissimi di risorse come quelli presenti nel Sahel ad altri ricchissimi come il Brasile ed il Venezuela, eppure tutti sono accomuntati da un alto tasso di mortalità infantile, anche se in proporzioni differenti.

Da ciò si evince che la mortalità infantile ed in generale le condizioni di sottosviluppo prescindono dalle condizioni climatiche e dalle risorse.

Cosa allora determina questo triste primato?

Occorre rispolverare l'etica politica perché come dice Berger: «Nessun discorso umanamente accettabile sugli angosciosi problemi della povertà nel mondo può evitare considerazioni etiche; e nessuna etica politica degno di questo nome può evitare il problema del Terzo mondo».

In questo modo è possibile che la nostra vita si leghi a quella degli altri in una interazione sociale possibile, inseguendo premesse comuni di libertà, democrazia, quindi giustizia sociale e ottenere uno «SVILUPPO DAL VOLTO UMANO» (A.Farina).

Ecco che allora al cambiamento delle coscienze, deve subentrare il cambiamento del sistema per la creazione di un nuovo ordine economico internazionale da più parti auspicato.

Questo è ciò che io spero affinché olocausti come quelli che ogni giorno si perpetrano a danno dell'infanzia non accadano più.

lunedì, agosto 21, 2006

Dovremmo badare a non fare dell’intelletto il nostro Dio. Esso ha dei muscoli potenti ma nessuna personalità. Non può guidare: non può che servire e non è esigente nella scelta di una guida. Questa caratteristica si riflette nei suoi sacerdoti, negli intellettuali. Ha una vista acuta quanto ai metodi e agli strumenti ma è cieco quanto ai fini e ai valori. Non c’è da meravigliarsi che questa cecità fatale sia passata dai vecchi ai giovani ed oggi affligga una intera generazione. Il progresso tecnologico non ha aumentato il benessere e la sicurezza dell’umanità.. Perfezione dei mezzi e confusione dei fini sembrano caratteristici del nostro tempo.. La sottile ricerca e l’attento lavoro scientifico hanno spesso avuto tragiche conseguenze per l’umanità, poiché hanno sì prodotto, da un lato, invenzioni che hanno alleviato la sua fatica, ma hanno introdotto una grave inquietudine nella sua vita, lo hanno reso schiavo del suo mondo tecnologico e, cosa più catastrofica ancora, hanno creato i mezzi della sua stessa distruzione di massa. In verità una tragedia spaventosa. ALBERT EINSTEIN

mercoledì, agosto 16, 2006

Politiche di promozione sociale

Agli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze spetta il compito di promuovere politiche territoriali miranti a garantire l’esercizio dei diritti dei migranti e che abbandonino l’approccio meramente assistenziale prevalso sino ad oggi. In particolare sono da sostenere interventi che mirino a facilitare e implementare:
  1. L’attribuzione della residenza agli immigrati presenti nel territorio e che attualmente dimorano in strutture precarie, presso affittacamere o in locali i cui proprietari rifiutano agli affittuari normale contratto. A tal fine la mediazione delle associazioni disponibili o delle Consulte Cittadine sarebbe quanto mai auspicabile.
  2. La garanzia del diritto alla casa attraverso la promozione dell’accesso degli immigrati all’edilizia pubblica, di interventi che favoriscano l’inserimento abitativo autonomo attraverso la costituzione di agenzie sociali per la locazione e di fondi di garanzia per l’acquisto della casa, la stipula di accordi con gli istituti bancari per agevolare l’accesso al credito.
  3. La promozione di interventi a sostegno dell’inserimento lavorativo: inserimento di operatori stranieri nei servizi di orientamento al lavoro, sostegno alla creazione di forme di auto- impiego attraverso attività di consulenza, accompagnamento e sostegno finanziario.
  4. Il coinvolgimento della Consulta dei migranti nella progettazione e nella gestione dei servizi a loro rivolti, può risultare utile anche al fine rispondere alla diversità dei bisogni della popolazione immigrata presente sul territorio (migranti irregolari, migranti in cerca di lavoro, migranti occupati, donne con bambini, richiedenti asilo politico e rifugiati) attraverso l’impiego di MEDIATORI INTERCULTURALI e di OPERATORI immigrati nella gestione dei servizi rivolti al pubblico, garantendo un reddito adeguato alla attività svolta.
  5. La promozione di interventi mirati che facilitino l’accesso delle organizzazioni dei migranti alle fonti di finanziamento per la gestione di servizi sociali, legali, di inserimento al lavoro, di formazione e per la realizzazione di attività culturali.
  6. La promozione della partecipazione attiva degli immigrati alla vita del territorio attraverso la messa a disposizione di spazi e strutture per la loro auto-organizzazione.
  7. Il finanziamento di attività interculturali nel mondo della scuola e nel territorio.
  8. La costituzione di osservatori locali contro le discriminazioni che è prevista dalla legge 40/98 che ha compiti di prevenzione, monitoraggio e tutela delle vittime di discriminazione.

lunedì, agosto 14, 2006

In ricordo di...

A distanza di oltre quarant’anni dall’assassinio, John Fitzgerald Kennedy rimane nell’immaginario collettivo uno dei pochi “miti” da salvare del secolo appena trascorso.

Comprendere ciò che ha rappresentato e ancora rappresenta per molti è lo scopo di questo breve articolo.

E’ stato prima di tutto alfiere di una speranza e di una fede: speranza di vedere un mondo migliore, più giusto, più prospero, più libero, quindi più pacifico; fede nei valori e negli ideali di libertà e democrazia, ma soprattutto fede nell’uomo, nella sua capacità, con l’aiuto di Dio che viene a quanti sono animati da buona volontà, di progettare e costruire il futuro proprio e della realtà che lo circonda.

Convinto che ogni buon cattolico, soprattutto se americano, deve essere consapevole del fatto che “se non lavora per dare forma agli eventi verrà plasmato da essi, spesso in modo tale da esporlo a grandi rischi” era solito affermare: «Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana».

Oggi quelle promesse di libertà, democrazia, giustizia e prosperità sono per la stragrande maggioranza della po- polazione che abita questo pianeta un’illusione.

Per questo le parole che riporto da lui proferite all’epoca risultano essere quanto mai attuali: "E' sicuramente tem- po di mutar rotta.

È tempo, per ripetere le parole di Walter Lippmann, “di destarsi, di stare all'erta, di mostrar vigore, di non rima- sticare più le stesse frasi fatte, di non pestare più le stesse tracce. Ma innanzi tutto ricordiamoci che, ci piaccia o no, questo è tempo di mutamento”.

venerdì, agosto 11, 2006

Per una cultura e una politica dell'immigrazione alternative:

E’ necessario rivedere la legge Bossi – Fini, ma anche la modifica sostanziale della legge Turco – Napolitano. Si deve ribaltare l’approccio con cui il mondo politico, economico e fasce crescenti dell’opinione pubblica si confrontano con le migrazioni: non questione di ordine pubblico da gestire con leggi di polizia o con politiche dei flussi unicamente volte a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, ma fenomeno sociale, culturale ed economico da affrontare con politiche che rafforzino i diritti di cittadinanza per tutti. In questo percorso diventa dirompente la proposta di una nuova idea di cittadinanza svincolata dalla nazionalità e capace di assicurare uguali diritti civili, sociali e politici a tutte le persone residenti in un determinato territorio. I partiti devono sostenere tutte quelle iniziative promosse dai migranti, dalle associazioni antirazziste, dai movimenti che chiedono con forza l’inserimento nel progetto di costituzione Europea di un principio di cittadinanza europea non escludente e che non sia semplice sommatoria delle cittadinanza nazionali degli stati membri. A livello nazionale il rilancio di una iniziativa per l’introduzione del diritto di voto attivo e passivo, svincolato dal possesso della carta di soggiorno, è un passo indispensabile. La sperimentazione del diritto di voto attraverso la modifica degli statuti comunali e regionali può rappresentare un primo passo in tal senso.

lunedì, agosto 07, 2006

Se riesci ad immaginare un mondo diverso, il mondo sta già cambiando.

Leggere e interpretare il passato per immaginare e costruire il futuro.


Il titolo del sito ricalca lo slogan "nuova frontiera" di kennedyana memoria e se le sfide degli anni '60 erano dettate dalla contrapposizione est-ovest, quelle di oggi (recessione economica, scarsezza di risorse, alterazione dell'ecosistema, boom demografico, divario nord-sud) sono tali da implicare la sopravvivenza non solo dell'attuale sistema e ordine internazionale ma dello stesso genere umano.

"L'aggiustamento è quindi necessario. Qualsiasi sia la natura delle cause della recessione, è sbagliato ritardare o tentare di evitare il necessario aggiustamento, in quanto questo comportamento produce elevate perdite di benessere e di produzione. Il problema non è dunque se ma come" (G. Orcalli, 1989).