lunedì, giugno 05, 2006


Votare NO il 25 giugno al referendum per la riforma della costituzione, al di là del merito delle modifiche, vuol dire respingere un modo arrogante di esercizio del potere.

Modificare le regole che dovrebbero essere alla base della convivenza civile a colpi di maggioranza è assurdo.

Votare NO per inaugurare una fase costituente in grado di dare al Paese una nuova carta da tutti condivisa.

Presidente siamo con lei e le auguriamo buon lavoro.

Egregio Presidente francamente speriamo che ce la faccia. I motivi sono tanti: il primo, potrà sembrare banale, perché amiamo questo Paese; il secondo: o Lei ce la fa o si prevedono tempi veramente cupi (non che adesso non lo siano); il terzo: non è piacevole vedere fasce della popolazione sempre in maggiori difficoltà economiche.

Ma c'è una cosa Presidente che temo più di altre: che le lacerazioni nel Paese si acuiscano e che lo possano portare sull'orlo di una guerra civile.

Temo che la crisi economica che stiamo attraversando sia di sistema che riguarda non solo l'Italia ma l'intero continente europeo e non legata ad un fatto congiunturale. Se così è Lei potrà fare ben poco.